Tecnica dei loci ciceroniani

La tecnica dei loci è forse la più antica tecnica di memoria, già conosciuta ed apprezzata nella Roma Classica e Imperiale. È una variante della più semplice tecnica associativa ed è alla base della più flessibile ed evoluta tecnica dello schedario mentale.

In breve consiste nel dare alla nostra memoria un tracciato base noto e percorribile in maniera rapida e per immagini a cui quindi associare le informazioni da ricordare. L’associazione ovviamente è visiva e per massima semplicità si è soliti usare come tracciato qualcosa di abituale, come la propria casa, il proprio giardino etc. Ad esempio si sa che Cicerone utilizzava il suo giardino, con piante statue e fontane.

Il primo passo consiste nel ripassare i luoghi del tracciato base (i loci) in modo da richiamarne nel modo più vivido possibile i vari dettagli, così da avere il maggior numero di appigli mnemonici.

Il secondo passo è esaminare ciò che dobbiamo memorizzare, che sia una lista, un elenco, un discorso o il capitolo di un libro, per identificare l’insieme delle parole chiave, degli elementi da tenere a memoria (cfr. concetti, etc.) e trasformali in immagini univoche.

Quindi utilizzando le tecniche di memoria visiva, associare in modo intenso le immagini relative ai punti da memorizzare ai loci, nell’ordine identificato.

Vediamo un esempio pratico. Il salotto di Cicerone avrebbe potuto essere composto da:

- un pilastro all’ingresso
- un triclinio
- un tavolo con dei cesti di frutta
- un’anfora etrusca
- un arco da cui entravano le ancelle.

Un bel giorno di sole dovendo ricordare un discorso da tenere al Senato, sulla situazione degli schiavi, il combattimento dei gladiatori, il banchetto in onore del console, la gestione delle terme e la prossima vendemmia, avrebbe proceduto come segue.

Avrebbe immaginato in modo vivido:

- alcuni schiavi intenti a liberarsi legati al pilastro
- due gladiatori mangiare sul suo triclinio
- il console rotolarsi nella frutta sul tavolo
- l’anfora piena di acqua termale
- le ancelle portare l’uva vendemmiata riempiendo la sala.

La tecnica garantisce ottimi risultati grazie alla sua semplicità, ed al fatto di unire elementi reali e quotidiani (i loci) che coinvolgono dunque l’emisfero sinistro, e di fantasia che stimolano l’intervento del destro.

Ovviamente, la tecnica può essere utilizzata più volte, riutilizzando i medesimi luoghi, vedrai che la sovrapposizione di immagini non ti darà problemi, e che sarai coscientemente in grado di distinguere l’ultima immagazzinata, a patto di aver rispettato la regola M.I.S.S.

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